Analisi del sangue con il cellulare: la tecnologia in aiuto delle popolazioni povere.
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Non solo telefonate: grazie ad un economico accessorio i cellulari si trasformano in microscopi a basso costo da utilizzare, per esempio, nei Paesi poveri per analisi in condizioni limite, magari in ospedali da campo…
Dall’articolo di Repubblica.it:
I cellulari stanno diventando strumenti per il progresso sociale ed economico delle popolazioni povere, nei Paesi in via di sviluppo e in Africa grazie alla loro natura multiforme e adattabile anche a usi diversi dalle telefonate. L’ultimo esempio è di questi giorni, con il lancio dei cellulari che funzionano come microscopi low cost per l’analisi del sangue. Li ha inventati Aydogan Ozcan, un ricercatore dell’Università della California chee ha cominciato a produrli in serie tramite l’azienda Microskia, che ha appena fondato.
Per trasformare i cellulari in microscopi, Microskia vi aggiunge un led (light emitting diod) che costa 10 dollari e interagisce con la fotocamera. Il cellulare emette un raggio sul campione di sangue e visualizza i risultati dell’analisi. Ne esce un microscopio mobile a basso costo che i medici possono usare anche come cellulare normale: una soluzione pensata per i Paesi poveri, soprattutto, per analisi da fare in condizioni limite, magari in ospedali da campo.
Cellulari per combattere le malattie: ci ha pensato anche Nokia, che ha la presenza più forte nei Paesi poveri (il 60-70% di quota di mercato in Africa e India). In Brasile ha il progetto Nokia Data Gathering che permette agli operatori sanitari di registrare, via cellulare, il numero dei focolai di febbre dengue, gli standard igienici dell’acqua e altre condizioni riconducibili alla malattia. Stima di aver contribuito a ridurre i casi di dengue dai 3.522 del 2008 ai 245 del 2009…
Fonte: Repubblica.it | Tecnologia




